Lo scorso 30 aprile è stato postato su Twitter e Facebook:” "Domani varicella party per chi lo desidera. Vi aspettiamo alla casa di Milano". Il post è stato attribuito ad una mamma, attivista del movimento Siamo, del medico Dario Miedico che nei mesi scorsi era stato radiato per le sue posizioni no-vax. Il testo sembra far riferimento ai gruppi di contagio, ossia aggregazioni di bambini create con lo scopo di trasmettere una malattia ed evitare il corrispondente vaccino. Una pratica che poteva essere sensata in un periodo storico precedente all’avvento degli vaccini ma da considerarsi attualmente pericolosa. Anche se le complicanze della varicella sono effettivamente molto rare, eccezion fatta per donne in gravidanza e neonati, i vaccini moderni assicurano una protezione pressoché totale, privi di rischi e senza rischio di cagionare inutili sofferenze al bambino. La vicenda ha però destato una serie di polemiche relative all’uso strumentale e disinformativo dei social a sostegno di taluni movimenti di opinioni. L’avvocato della signora autrice del post ha sostenuto che lo stesso avesse una mera volontà sdrammatizzante nei confronti della patologia.  Per altri si è trattato dell’irresponsabile comunicazione di un’iniziativa volta al deliberato contagio di una malattia esantematica, pertanto penalmente passibile.