Abbiamo conosciuto Lavinia, la vincitrice de “La mamma in un ritratto d’autore”, iniziativa di Nascere in Italia durante la giornata di Centrale del Latte di Roma dedicata alla festa della mamma. E’ stata una simpatica chiacchierata con lei, abbiamo scoperto molti punti di vista dell’essere genitore e, in particolare, dell’essere mamma di un bimbo meraviglioso di nove mesi.

 

Buongiorno Lavinia e complimenti per le numerose condivisioni! Ci presenti il tuo bimbo? Come ti è cambiata la vita con il suo arrivo?

Si chiama Tommaso e ha nove mesi. Se devo essere sincera la mia vita in sé non è cambiata, sono cambiati i ritmi, quello sì. Non mi sento di dire che ci sono stati cambiamenti sostanziali perché ero già “preparata” a ciò che mi aspettava, avevo già messo in conto la mia quotidianità e la “dipendenza” dal pargolo (sorride, ndr). Sicuramente l’aspetto emotivo gioca un ruolo fondamentale: magari ho una consapevolezza diversa, la spensieratezza che hai prima viene sostituita da un senso di responsabilità più importante. Hai un po’ più di paure, questo sicuramente.

Come descriveresti il tuo rapporto con lui?

Mah, direi che la metafora della cozza sullo scoglio rende molto bene! Questo aspetto è sicuramente bilaterale, però da parte mi chiaramente è più forte l’attaccamento a lui proprio per le paure e i timori che accennavo prima. Per Tommaso ogni giorno è una nuova scoperta, è nel periodo esplorativo ed è curioso di tutto ciò che lo circonda. Anche io devo ammettere che, da mamma, mi rivedo molto in questo aspetto quindi cerco, per quanto possibile, di lasciarlo libero di studiare e di scoprire l’ambiente esterno, anzi, alimento la sua curiosità e lo porto con me ovunque per mostrargli e fargli vedere qualsiasi cosa. Anche se tutti mi dicono che ancora è piccolo, sono fermamente convinta che da grande, anche se non avrà ricordi nitidi di questo periodo, a livello caratteriale ed emotivo si porterà sempre qualcosa con sé di ciò che ha vissuto. E’ un bambino molto sveglio per la sua età e in futuro si porterà come bagaglio tutto ciò che ha vissuto, anche a livello inconscio.

Ora una domanda più ampia sulla quotidianità: com’è essere mamma in una grande città come Roma? Quali sono le difficoltà che incontri tutti i giorni? I pregi, i difetti…

Beh, diciamo che le difficoltà sono tante: la prima cosa che mi viene in mente è la possibilità di muoverci dove abitiamo. Siamo in una zona periferica di Roma e, uscendo di casa, non ci sono neanche i marciapiedi, quindi ogni volta che porto con me Tommaso sono costretta a prendere la macchina. I collegamenti con il centro non sono dei migliori e da quando è nato il mio bimbo, tutte le volte che vogliamo fare una passeggiata, i parchi non li teniamo minimamente in considerazione: purtroppo sono mal frequentati e tenuti in condizioni pessime, le giostre sono quasi sempre distrutte e in condizioni precarie di sicurezza; inoltre al momento Tommaso durante il giorno è con me, non va al nido che, trattandosi di strutture private avrebbero dei costi molto alti e in futuro, quando sarà il momento di iscriverlo alla scuola materna, posso solo immaginare il flusso importante di informazioni da acquisire e la burocrazia che ci aspetterà.

Ti vorrei fare una domanda spassionata: quali sono le preoccupazioni maggiori per il futuro di Tommaso, per la vita di tutti i giorni, per la sua crescita?

Sicuramente per il suo futuro sono le stesse che abbiamo per noi al momento: il lavoro, le ingiustizie della vita; chissà se cambierà qualcosa per allora e come cambierà il mondo. Se penso più ad un futuro prossimo, con la sua crescita, penso al bullismo, alle cattiverie delle persone, tutti i giorni in televisione si sentono talmente tante cose che ho smesso di vedere i telegiornali per l’ansia che mi procurano. Però dall’altro lato penso che anche quando ero piccola io c’erano tutti questi problemi, magari se ne parlava di meno ma comunque c’erano. Anche io sono stata vittima di episodi di bullismo, fortunatamente avevo una famiglia solida alle spalle con cui ho sempre parlato e dialogato, che mi ha permesso di superare tutto. Quindi dico a me stessa, se sono cresciuta bene io, nonostante le difficoltà che si possono incontrare durante la crescita, con l’aiuto e il sostegno della mia famiglia, perché non dovrebbe essere così anche per lui?

Com’è stata, insieme a tuo marito, la scelta di avere un bambino? E’ stata una decisione semplice e immediata, di comune accordo?

No, assolutamente, è stata una decisione che ha richiesto molto tempo. E’ stata ben ponderata e analizzata in tutta la sua importanza. Però voluta con tutto il cuore da entrambi sicuramente.

Vorremmo ricollegarci ora alla giornata organizzata da Centrale del Latte di Roma per la festa della mamma, in cui ci siamo conosciuti per questa nostra iniziativa con i ritratti d’autore dedicati alle mamme. Sono stati tanti gli spunti di riflessione durante la giornata, con focus anche sulla salute dei bambini, sull’alimentazione e sulla prima colazione come primo pasto importante della giornata: immaginiamo tu sia una mamma molto attenta all’alimentazione di Tommaso…

Assolutamente si, molto più che alla nostra! Chiaramente le nostre giornate sono in funzione di Tommaso, siamo presi da mille impegni, spesso di corsa, di conseguenza molte volte ci troviamo a mangiare qualcosa di veloce, senza fare troppo caso a ciò che mangiamo veramente. Con mio figlio però è diverso, sempre per il discorso delle attenzioni e della responsabilità che un genitore ha nei confronti del proprio bambino. Con lui sono molto attenta a quello che mangia, anche a partire dalla prima colazione. Al momento Tommaso è svezzato, però a volte prende ancora il mio latte, altrimenti per colazione gli do uno yogurt.

Parliamo con te della foto che ti abbiamo scattato con Tommaso…è stata condivisa 1280 volte! Sei una mamma influencer o sei stata molto brava con il passaparola tra i tuoi conoscenti per vincere?

Diciamo che sono partite le minacce a tutti i miei conoscenti! Scherzi a parte, a me piace molto partecipare ad attività ed iniziative insieme a Tommaso e i miei amici, ormai mi conoscono, sanno che devono aiutarmi quando c’è da essere attivi sui social, come in questo caso. Effettivamente, a posteriori, sono rimasta impaurita anche io da quanto gli ho rotto le scatole…e un pochino mi sono vergognata (ride, ndr)!

Ti definisci una mamma digital?

Si, direi di sì. Utilizzo molto internet e i social network ma allo stesso tempo uso il web come fonte di informazione, mi documento sui forum per chiedere informazioni alle altre mamme e navigo sui siti di settore per essere sempre informata.

Quindi la tecnologia è importante per essere al passo con i tempi…

Si, decisamente. Poi, come dicevo prima, evitando di guardare la TV e i telegiornali, per capire come va il mondo e sapere cosa mi circonda, la mia fonte di informazione è la rete.

Adesso ti poniamo una domanda molto importante, hai una grande responsabilità quindi: che consiglio daresti ai nuovi genitori o a chi sta pensando di avere un bambino?

Questa è un’ottima domanda, la classica domanda da un milione di dollari. Io mi considero una mamma “all’antica”, dal mio punto di vista i figli non si fanno per poi lasciarli crescere da soli, i figli vanno seguiti, guardati, educati soprattutto anche punendoli ogni tanto. Oggi si è un po’ perso il significato della punizione perché sembra che tutto sia concesso. E poi mi capita di vedere tutti i giorni delle mamme che chiacchierano tra di loro, ipnotizzate dagli smartphone, completamente distratte mentre i figli fanno quello che vogliono, si scatenano, senza regole, spesso anche con il rischio di potersi fare male. Io, quando ero piccola, ho avuto un’educazione rigida e all’epoca, ovviamente, non capivo perchè i miei genitori fossero severi con me, anzi, li criticavo ovviamente come capita spesso nel rapporto genitore-figlio durante la crescita. Da grande ho capito il perché di questo tipo di educazione, la classica frase “quando sarai grande capirai”. Mi sono resa conto che gli aspetti dell’educazione che i miei genitori mi impartivano, mi hanno aiutata ad avere determinati atteggiamenti in contesti particolari, ad usare la testa quando dobbiamo prendere delle decisioni; è ovvio poi che nella vita gli errori si fanno sempre, siamo umani, però un’impostazione come quella che mi hanno fornito i miei genitori, mi ha aiutato a poter sviluppare una mia personalità e una forza nel mio carattere per affrontare la vita, ad usare la testa e il cuore, un particolare che oggi, purtroppo, il mondo sembra aver dimenticato: i sentimenti tra le persone non sono più importanti ahimè, l’amore per il prossimo è sempre più raro da trovare.

Questo vorrei trasmettere a mio figlio: vorrei che lui sappia che in me troverà sempre una figura di riferimento, ma vorrei anche che sappia che in me troverà anche una figura autoritaria all’occorrenza e lo sgriderò e lo punirò quando ce ne sarà bisogno. Ora mi sono sentita rispondere anche che non va più di moda rimproverare i propri figli e mi capita di sentire le lamentele proprio dei genitori perché gli insegnanti a scuola puniscono i loro figli…non funziona così.

La mia decisione di avere un figlio è stata perché io voglio crescere mio figlio, voglio vivere con lui, voglio passare il tempo con lui e fare delle cose tutti quanti in famiglia con mio marito e mio figlio. Lo svago esiste ovviamente perché fare il genitore, se fatto bene, è un compito molto duro, ma la mia priorità è la famiglia. Per questo motivo il consiglio che mi sento di dare è proprio questo: crescete insieme a lui e trovate un legame forte nella famiglia, un punto di riferimento!

Grazie mille per queste belle parole e per questi valori in cui credi, ci ha fatto molto piacere conoscerti. Per concludere questa nostra chiacchierata, a proposito, cosa farete quest’estate con Tommaso?

In vacanza andremo in Emilia Romagna, da anni affittiamo un appartamento di un conoscente che accetta anche i cani, in campagna ma non lontano dal mare, per cui staremo tutti insieme lì, io, mio marito, da quest’anno Tommaso e i nostri due cani.