In Italia sono circa 3 milioni* le donne affette da questa patologia benigna, che è spesso asintomatica e che potrebbe impedire il concepimento. Come asportarli? Cosa fare se, invece, si scopre di averli quando si è già in dolce attesa? Ce ne parla il dott. Alessandro Quarto, ginecologo endoscopista presso l'Ospedale Cristo Re di Roma.

di Patrizia Notarnicola

 

Dott. Quarto, cosa sono i fibromi?

Sono patologie dell'utero generalmente a carattere benigno, salvo rarissimi casi. Si tratta di formazioni costituite da tessuto fibroso e leiomiomatoso (ovvero muscolare) in una diversa percentuale. Prendono il nome di "fibroma" quando prevale la componente fibromatosa; di "mioma" quando prevale quella muscolare. Parliamo invece di "fibromioma" se le due parti sono equamente rappresentate. Possono svilupparsi  in varie posizioni  e raggiungere anche dimensioni diverse. Non c'è una causa ben evidenziata nella loro formazione. Certamente su di esse hanno una forte incidenza sia la componente familiare sia la componente etnica (le donne di colore sono più soggette allo sviluppo di fibromi). E poi c'è la componente dell'età: più si va avanti con gli anni, più aumenta la probabilità che si formino.

 

Il dott.Alessandro Quarto

 

Come ci accorgiamo della loro presenza?

I sintomi possono essere diversi: cicli emorragici, poliabortività, sintomi funzionali come stipsi o alterazione della minzione a seconda della loro localizzazione. In particolare, i fibromi a sviluppo sottomucoso, che si affacciano all'interno della cavità uterina,  molto spesso danno una sintomatologia caratterizzata da cicli più emorragici. Oltre al fatto che possono determinare un'alterazione dell'impianto se si sta cercando una gravidanza. Invece i fibromi detti "esofitici", pur sviluppandosi dal muscolo dell'utero, crescono maggiormente nella superficie esterna dell'utero e danno meno questa sintomatologia. Molto più spesso danno sintomi compressivi, quindi possono comprimere gli organi più vicini e,  a seconda dell'organo che comprimono, danno sintomatolgie diverse. Nella maggior parte dei casi i fibromi sono assolutamente asintomatici e vengono scoperti durante un esame diagnostico (ecografia, tac, una risonanza fatta per altre motivazioni). 
 

Che differenza c'è tra miomi e polipi?

I primi originano dalla componente muscolare dell'utero e i secondi invece dal tessuto endometriale.
 

Come si asportano?

Anche le modalità di asportazione dipendono fondamentalmente dalla localizzazione dei fibromi e, comunque, oggi si preferiscono quelle endoscopiche perchè, a fronte degli stessi risultati, consentono un recupero molto più rapido. In particolare per i  fibromi a sviluppo intracavitario si predilige l'isteroscopia o la resettoscopia che, essendo una metodica mininvasiva endoscopica, ci permette di togliere l'adesione con una migliore ripresa della paziente. Viceversa i fibromi che hanno uno sviluppo esterno, quindi intraddominale, hanno bisogno di tecniche endoscopiche diverse, come la laparoscopia, la metodica per eccellenza per togliere questo tipo di formazioni. 

 

Veniamo alla domanda che ci sta molto a cuore: possono essere un ostacolo alla gravidanza?

Dipende dalla loro localizzazione nell'utero: in particolare i fibromi con "affaccio intracavitario", quelli cioè che si affacciano all'interno della cavità uterina, sono maggiormente problematici per ottenere una gravidanza. Ma  non tutti i fibromi e miomi vanno asportati in previsione di un concepimento.

 

 

E cosa accade se se si scopre di averli quando si è già in attesa? Possono essere un ostacolo al parto naturale?

Dipende da quanto sono grandi e da dove sono posizionati. Vanno osservati maggiormente perché in gravidanza tendono ad aumentare di volume trattandosi di formazioni ormono-sensibili. In gravidanza c'è una produzione ormonale importante, per cui aumentano di dimensioni. In altri casi possono provocare irritazioni sull'utero e, quindi, possono ad esempio far insorgere contrazioni prima del dovuto. Per tutte queste ragioni in questo particolare periodo della vita i fibromi hanno sicuramente bisogno di un controllo assiduo.  Possono essere un ostacolo al parto naturale soprattutto quelli particolarmente  voluminosi e previ, posizionati nella parte inferiore dell'utero, e che possono per questo ostacolare una regolare discesa del feto. Questo non sempre accade. Vorrei sottolineare che i fibromi dopo il parto tendono a ritornare alle dimensioni primordiali, quindi potrebbe essere non necessaria la sua asportazione
 

E' possibile asportarli durante il cesareo?

Si, i fibromi, che in base alla localizzazione e alle dimensioni possono essere di ostacolo durante il taglio cesareo, possono essere asportati.


* Dati Onda, Osservatorio Nazionale Sulla salute Della Donna